Diciamo che questa giornata me la ricorderò.
Mi ricorderò la sveglia alle seietrenta. La tartarughina della fontana. La nostra tensione. Il parcheggio pagato che stava per scadere. La faccia del dottore. E il modo in cui ha pronunciato la parola “purtroppo”.
Quello che non volevi sentirti dire, l’hai dovuto sentire. E poi ripetere alla persona con cui andrai a convivere a breve.
La paura è tanta. Inutile negarlo. Ma allo stesso tempo ti concentri sul fatto che tutto andrà bene e che tra qualche mese ti lamenterai perchè è finito il latte a casa o perchè il cretino di turno ti ha superata a destra.
Sì. Tutto andrà bene.

Cose su cui concentrarsi in questi giorni: il sole, la primavera, i parchi, i picnic.
Stanotte ho sognato di volare.
No, non in aereo.
Io volavo.
Come Peter Pan.
Bastava darsi una piccola spinta con i piedi e fluttuavo nell’aria.
Mi muovevo sopra i palazzi.
E tra le nuvole.
Era come nuotare.
Mi sentivo leggera.
Un nuovo tumblr. Una nuova avventura. Frammenti di vita. Cose che mi piacciono. La mia piccola scatola arruginita.
Quand on est gosse, le temps n’en finit pas de se traîner et puis, du jour au lendemain, on a comme ça 50 ans. Et l’enfance, tout ce qu’il en reste, ça tient dans une petite boîte. Une petite boîte rouillée.
Dominique Bretodeau - Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain
Strana la vita. Quando uno è piccolo, il tempo non passa mai. Poi, da un giorno all’altro ti ritrovi a cinquant’anni, e l’infanzia o quel che ne resta è in una piccola scatola, che è pure arrugginita.Dominique Bretodeau - Il favoloso mondo di Amélie